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Medicina difensiva

Una recente studio realizzato dall’Ordine dei Medici di Roma che ha coinvolto 2.783 medici ha dimostrato che quasi 8 medici su 10 mettono in pratica la cosiddetta “medicina difensiva”. Di che si tratta ?

 

Fenomeno “importato” dagli Stati Uniti dove gli avvocati sono estremamente aggressivi nel settore sanitario, anche in Italia sta vertiginosamente aumentando la tendenza a denunciare il medico con richieste di risarcimento danni.

 

Sembra proprio che gli avvocati, colpiti dalla crisi degli ultimi anni,abbiano individuato nella sanità un filone d’oro.

 

Gli specialisti più colpiti sono quelli che lavorano al Pronto Soccorso, seguono i chirurghi, i ginecologi, gli ortopedici, gli odontoiatri. Una tendenza che sta spingendo sempre più spesso i medici a richiedere esami o a prescrivere farmaci non propriamente “indispensabili” nel timore di incorrere in contenzioso.

 

L’aspetto ha ovviamente ripercussioni sia sul Sistema Sanitario Nazionale (farmaci ed esami costano !!!), sia su quello che dovrebbe essere uno dei cardini della terapia medica: il rapporto di fiducia medico-paziente.

 

Il clima che si è venuto a creare, grazie anche ad una campagna stampa che individua casi di “malasanità” anche quando non ci sono,  è estremamente teso. E’ di questi giorni la notizia di colleghi aggrediti solo per aver comunicato ai parenti il decesso di un giovane ragazzo.

 

Siamo arrivati al punto in cui non si può più morire per cause naturali, ma solo per colpa del medico o del personale sanitario !

 

E’ evidente che il paziente corre a questo punto il rischio di essere visto come un “nemico” contro cui ci si deve difendere. Il medico quindi non opera più serenamente e tutte le sua azioni mirano a tutelare se stesso prima di tutto.

 

E’ un aspetto che deve essere attentamente analizzato da tutti, sia medici che pazienti.